Editoriale
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Quell’eterno dualismo

Dimissioni Bersani

Non raccontiamoci i politici come statisti e nemmeno come uomini, dove c’è un fallimento si può scorgere anche una resa, ma non arrocchiamoci sul nostro punto di vista. Le sfumature del passaggio fra realismo e impressionismo, una terra di mezzo che continua a macinare vittime.La descrizione della sofferenza delle classi minori, molto vicino alla scienza e distaccata dai sentimenti. Per esser un buon politico devi per forza di cose avere tratti della cultura realista, viverla secondo questo eterno processo antropologico che da una carriera contraddistingue la tua passione, fin dalle prime battaglie.

“Molti disputano di reale e d’ideale, e spesso senza conclusione, perché manca a parecchi il concetto chiaro e giusto di questi vocaboli. Si crede che il realismo sia l’opposto dell’ideale, e si crede che l’ideale sia semplicemente un gioco d’immaginazione, una superposizione della realtà. Con questi falsi presupposti le dispute non possono avere nessuna fine ragionevole”. Francesco De Sanctis 

Solo ed esclusivamente la realtà sensibile al nervo ottico, abbandonare il disagio collettivo per colpire soprattutto l’emozioni scaturite dalla solitudine dei propri dubbi. Consideriamoci uomini che da una vita intera recitano una parte all’interno di una grande rappresentazione teatrale, e si trovano molto spesso davanti a una birra. Non c’è costruzione ideale della realtà ma una ricerca maniacale della maggior fedeltà possibile con tutti i rischi del caso.

“Quando, immersi nel silenzio, sentiamo tutt’a un tratto squillare il campanello, abbiamo l’impressione che il rumore sia molto più stridente di quanto lo sia effettivamente. Ebbene! Io cerco di far vibrare un certo colore in modo così intenso come se il rumore del campanello risuonasse in mezzo al silenzio”. Pierre – Auguste Renoir

 

Questione sensibile alla notizia, molto simile a un quadro di Edward Hopper con quell’amaro in bocca che ti fa pensare realmente che il peggio debba ancora venire. Il caso ti porta a lasciare, perché in fondo avevano ragione a cavallo fra la seconda metà dell’Ottocento e primi del Novecento, come 20 anni fa adesso ci sentiamo un po’ più soli, smarriti e con quel desiderio di ripetere all’infinito la frase “è stato un piacere”. Le muse dell’artista Americano sono state garbate e hanno sempre deciso di congedarsi con naturale spontaneità, vittime del dualismo fra ideale e concreto ma con l’onesta di chi avrebbe voluto.

Il condizionale passato rende l’idea.

Nighthawks-Nottambuli-Edward-Hopper

 

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