Normale non vuol dire giusto
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Normale non vuol dire giusto#27

Britain Pillow FightCantano, ballano. La pioggia non li ferma. Festeggiano senza sosta sotto il cielo umido e plumbeo di Trafalgar Square, che nel corso della giornata getta su di loro scrosci di pioggia. Sono minatori, studenti, gruppi anarchici o che si battono contro il capitalismo imperante. Lo scettro di acciaio con il quale la signora ha condotto il paese per un decennio è ormai un pezzo da museo. Il liberismo – a tratti sfrenato – con il quale ha spaccato in due l’opinione pubblica di una nazione è già da libri di storia per il nostro mondo, in cui vent’anni sono un secolo e le giornate un batter di ciglia. Sono venuti a festeggiare la scomparsa della donna più importante della storia inglese (dopo Elisabetta I, naturalmente), e lo fanno come se si fossero liberati dal simbolo della loro oppressione. Margaret Thatcher: un intero giudizio sulla sua politica sarebbe lungo e complesso. Non è ancora tempo per farlo, toccherà agli storici parlare. Lo sgradevole spettacolo che accompagna la morte di un leader mondiale non è una novità, anche se il rispetto per la persona umana che ognuno di noi dovrebbe possedere intima di evitare scene di questo genere. Perfino gli assassini della mafia siciliana si recavano al funerale delle loro vittime porgendo le condoglianze, con la recondita consapevolezza che la morte è una cosa terribilmente seria. Per la Thatcher come per chiunque altro. Qualche riga, però, deve essere spesa per parlare di un carattere fondamentale della Iron Lady: la sua indiscussa leadership, che le ha permesso di reggere il timone inglese in anni a dir poco travagliati. Una dote che presuppone carisma e forza di volontà, ma è altresì sintomo di intelligenza e di profondità interiore. Probabilmente innata, ma affinabile. In politica, il potere sta alla leadership come in una donna la bellezza sta alla femminilità. La bellezza passa, il potere passa, la femminilità e la leadership rimangono. In una intervista dichiarò: “Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo, vuol dire che non lo sei”. Non c’è bisogno di dire altro.
Come tutte le figure che hanno segnato la storia, Margaret Thatcher ha fatto e farà discutere. Ma nella nostra dolce penisola, dovremmo implorare l’arrivo di politici che possiedano le sue doti. Non abbiamo bisogno di nuovi dittatori, ma abbiamo bisogno di guide. Non abbiamo bisogno di idoli, ma abbiamo bisogno di simboli.
La classe dirigente è colei che di-rige, ovvero che traccia le line rette verso il futuro. La mediocrità, la corruzione, il malaffare, non permettono di guidare un paese fuori da una crisi, né di essere presi come esempio. Consentono invece ai paesi dell’Europa continentale di osservarci e parlare con l’arroganza di chi, purtroppo, ha ragione. Dopotutto, che possiamo farci? Negli anni ottanta gli inglesi avevano la Thatcher, noi Bettino Craxi. Ed anche oggi, pensandoci bene, non abbiamo leader particolarmente belli, né tantomeno femminili.
Alessandro Cillario

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