Normale non vuol dire giusto
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Normale non vuol dire giusto#26

r-OCCUPY-MONTECITORIO-large570Per anni si è parlato di distacco fra i palazzi della politica e la gente comune. E con distacco si intendeva l’incapacità della classe politica di comprendere le esigenze del popolo italiano, o quantomeno la sua impossibilità a soddisfarle. La storia italiana insegna che solo quando si tocca il fondo il nostro popolo riesce a trovare la spinta e la forza per risalire. Lo fecero nostri avi romani dopo la battaglia di Canne e 80.000 morti lasciati sul campo, lo fecero i comuni medievali con la lega lombarda, pronti a contrastare le angherie dell’Imperatore germanico. Più recentemente, lo fecero i padri costituenti, al termine della seconda guerra mondiale e del fascismo, che avevano economicamente e moralmente annientato la penisola.
La cupa domanda che viene da porsi oggi rimane dunque una sola: quando toccheremo il fondo? Quanto manca?
Non sono sufficienti i suicidi, i licenziamenti di massa, le famiglie abbandonate a se stesse, l’assenza di futuro per le giovani generazioni? Quanto sono lontani i palazzi della politica dalla povera gente se ancora oggi partiti, movimenti, coalizioni, non riescono a trovare la quadratura del cerchio? Gli italiani, più o meno fiduciosi, aspettano una reazione. La videro un anno e mezzo fa con la nascita del Governo Monti, e tirarono un sospiro di sollievo. Ma passeggero. Inutile negarlo, Monti ha commissariato la politica per rimettere in sesto i conti dello stato, sostenuto con forza dall’Unione Europea, dove l’esondazione del potere tedesco non potrà essere arginata se non da una risposta politica, che tutt’ora viene a mancare.
Il movimento 5 stelle propone di occupare il parlamento, un idea che non ha precedenti nella storia moderna per la sua gravità. “E’ un simbolo, serve a lanciare un messaggio”. Per quanto tempo ancora si ostineranno a lanciare messaggi calpestando quanto di più sacro la nostra storia ha costruito? Pd e Pdl sono in attesa, vivono l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica come chiave di volta per la risoluzione della fase di stallo. In parte questo è vero, ma, ancora una volta, dove è finita la politica? Dove la maturità che impone scelte difficili, radicali, persino impopolari?
Sembra che un anno di governo tecnico abbia fatto uscire il peggio della classe politica, che se la prende con calma, e dorme sonni tranquilli, quasi lieta del commissariamento che l’attuale Governo continua ad esercitare evidenziando le proprie incapacità congenite.
Restino pure in attesa le decine di milioni di italiani in difficoltà, non c’è fretta. Intanto i nostri politici tornino a leggersi qualche capitolo del “Signore degli Anelli” di Tolkien, metafora dell’umana natura, in cui mentre i governanti si contendono il potere i popoli della terra (di mezzo) vengono schiacciati da piaghe e sofferenze. Davvero non abbiamo ancora toccato il fondo? Torna in mente il motto di un movimento nato per altre ragioni qualche anno fa: se non ora, quando?

Alessandro Cillario

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