Beat Rate
Comment 1

STRESS, musica(?) e non-luoghi || Beat Rate 7.2

tumblr_ky8p4uhpOz1qzs56do1_500Negozi, centri commerciali, bar, ristoranti, sale d’attesa + musica (?) = stress.
Musica e stress, due concetti che sembrano, almeno apparentemente, lontani.
Apparentemente perchè se ci pensate bene “la nostra vita quotidiana è ritmata dalla continua presenza di sollecitazioni acustiche, la maggior parte delle quali indesiderate da parte di chi le riceve” e fra queste c’è appunto anche la musica.
Pensate ai negozi, ai bar, agli esercizi commerciali in generale.
E’ difficile capitare in uno di questi luoghi e non sentire della musica di sottofondo,che solitamente ha la funzione di alleggerire la tensione e l’imbarazzo e/o creare un’atmosfera che rilassi e metto a suo agio il cliente per spingerlo,magari,all’acquisto.
Pensate adesso a voi che nel negozio ci state venti minuti , un’ora, e poi pensate al personale addetto che deve starci giornate intere.
Giornate intere di bombardamento acustico, probabilmente sollecitate dalle solite 4 o 5 hit che girano in continuazione senza mai cessare.
E’ evidente che il personale addetto è vittima di tutto ciò .
Su di esso si esercita una “violenza”, l’impossibilità di poter decidere per la scelta del silenzio.
Oltre agli esercizi commerciali un altro esempio di impossibilità di gestione della scelta del silenzio e di relativi eventuali disturbi è quello dei “non-luoghi” ,come li definisce Marc Augè, quali le sale d’attesa di aereoporti e stazioni.
Nei non-luoghi la musica ha lo scopo di caratterizzare la situazione essendo questa appunto una situazione neutra e di passaggio: ha lo scopo di dare un perchè a un luogo che non lo ha.
Dunque per chi è di passaggio può avere un effetto positivo di familiarizzazione e rilassamento ma per il personale addetto è sempre una “violenza” e  l’impossibilità di non poter gestire il proprio silenzio.
Una domanda a questo punto sorge spontanea: è possibile che chi è vittima di questo sistema possa essere spinto a considerare la musica invece che come “un insieme di suoni organizzato che induce l’animo al piacere”, ma come un elemento fastidioso che accompagna la vita al punto da renderne insopportabile l’ascolto anche in altre situazioni nelle quali eventualmente ricerca volutamente la musica?
La risposta passa attraverso la neuro-fisiologia , attraverso la risposta delle indagini elettro ecenfalografiche e magneto encefalografiche  e attraverso lo studio dell’uomo in relazione la musica.
Bisogna sottolineare che gli stress ambientali, come quelli sopraindicati, hanno la caratteristica di essere relativamente stabili, ripetitivi, cronici e di provocare un effetto dannoso anche per questa caratteristica insita  proprio nell’agire stesso sulle condizioni di vita dell’individuo.

I risultati ottenuti, quindi, sottolineano come gli effetti sull’individuo dipendano ovviamente da differenti fattori: le caratteristiche della stimolazione sonora , la tolleranza individuale allo stress.
In sintesi si può dire che si osserva un’interferenza significativa sui compiti di vigilanza, di memoria, e quelli motori di un certo grado di complessità.
Dunque non si può tracciare una linea comune uguale per tutti, in relazione agli effetti dannosi, ma è certo che quello del “bombardamento acustico” è un argomento spesso sottovalutato e che, invece, andrebbe trattato con più attenzione da parte nostra, noi che ci riteniamo consumatori e/o vittime del sistema, e da parte delle autorità e dello Stato che potrebbero agire diversamente e/o intervenire in maniera adeguata.
Come può intervenire lo stato?
Arthur Cecil Pigou (18 novembre 1877 – 7 marzo 1959, economista inglese riconosciuto come uno dei maggior esponenti dell’economia del benessere, sostiene che si potrebbe, ad esempio, introdurre un sussidio sui beni sull’uso dei beni che producono “esternalità positive” oppure si potrebbe tassare chi produce “esternalità negative”.

(esternalità negative= quando la scelta individuale produce un disservizio ad altre persone ad altre persone cioè se il prodotto netto privato è maggiore del prodotto netto sociale.
esternalità positive=quando la scelta individuale produce un servizio ad altre persone cioè se il prodotto netto privato è minore del prodotto netto sociale).

Lasciando a voi un commento riguardo la più o meno utopica visione di Pigou, prima di concludere vorrei spostare l’attenzione sulla musica che solitamente troviamo nei luoghi di consumo o non-luoghi e vorrei porre un interrogativo di non poco conto.

La cosìdetta lounge music o la muzak (easy listening di sottofondo per grandi magazzini, sale d’attesa, e, negli Usa, per ascensori di grandi edifici) è degna dell’appellativo di musica?
Quello che mi sento di dire è che sicuramente non sono catalogabili come prodotto artistico poiché nascono unicamente per il consumo e si inseriscono in situazioni di quasi totale passività del consumatore e/o come accompagnamento e non come parte integrante fondamentale e principale di cui usufruire.
A mio avviso hanno la stessa funzione della carta igienica o dei bicchieri di plastica; nascono per essere consumati come usa e getta e sono dunque privi di una qualsiasi anima.
Sono l’equivalente di un prodotto plastico di basso profilo, un prodotto di serie “made in china” che fa odore di sostanza tossica…

E voi ? Che cosa ne pensate? La considerate musica questa? Ritenete di Subire o meno quest’inquinamento musicale?

Scrivete a : beyondcommonideas@yahoo.com

Francesco D’Errico 

1 commento

  1. Macias says

    Viviamo in un mondo difficile. Troppa devozione per il Dio denaro, troppo inividualismo, troppa tecnologia usata male, troppi pochi valori. Tutto ne risente, anche la musica. Io spero vivamente che qualcosa cambi, che ci si accorga che l’usa e getta non si puo’ applicare.. alla vita.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...