Editoriale
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L’immaginario diventa potere allo stato puro

cristiano-ronaldo-palestinaBoris Vian non era solo un cantante ma soprattutto grande fonte ispiratrice per artisti Italiani ben noti come Tenco, Fossati e per ultimo Vasco Brondi. Una sua “terrificante” poesia recitava così:

“Distruggono il mondo
in pezzettini
distruggono il mondo
a colpi di martello
ma è lo stesso per me
è proprio lo stesso
ne resta abbastanza per me
ne resta abbastanza
basta che io ami
una piuma azzurra
un sentiero di sabbia
un uccellino pauroso
basta che ami
un filo d’erba sottile
una goccia di rugiada
un grillo di bosco
massì possono distruggere il mondo
in pezzettini
ne resta abbastanza per me
ne resta abbastanza
avrò sempre un po’ d’aria
un filino di vita
nell’occhio un barbaglio di luce
e il vento tra le ortiche
e anche e anche
se mi sbattono in prigione
ne resta abbastanza per me
ne resta abbastanza
basta che io ami
questa pietra corrosa
questi ganci di ferro
dove spiccia un filo di sangue
io l’amo io l’amo
la superficie consumata del mio letto
il saccone e la lettiera
la polvere del sole
amo lo spioncino che s’apre
gli uomini che sono entrati
che avanzano che mi trascinano via
ritrovare la via del mondo
e ritrovare il colore
amo questi due lunghi travi
questa lama triangolare
questi signori vestiti di nero
mi fanno la festa e ne sono fiero
io l’amo io l’amo
questo paniere riempito di suoni
dove metterò a posto la testa
oh io l’amo per davvero
basta che io ami
un breve filo d’erba azzurra
una goccia di rugiada
un amore d’uccellino pauroso
distruggono il mondo
con i loro martelli pesanti
ne resta abbastanza per me
ne resta abbastanza cuor mio.”

Se ancora siete qui sullo scritto e non avete avuto la brillante idea di addormentarvi penserete subito a quel temibile giorno in cui vi troverete di fronte a una scelta. Le icone troppo spesso nella vita quotidiani arrivano in nostro soccorso. Pensate alla pubblicità e alla scelta del testimonial, George Clooney o Gerry Scotti sono lì per volere di qualcuno ben definito, le casalinghe che ancora decidono di bagnarsi nella mutandina vintage. Per loro come per Madonna, Valentino Rossi o Gesù bambino l’immaginario diventa potere allo stato puro – come direbbero nei cartoni animati della marvel.

E mò che cazzo si fa? 

Riguardavo per la seconda volta lungo questa notte, la puntata di quel genio di Pierfrancesco Diliberto (PIF) su Fabri Fibra, precursore (presunto) del rap in Italia. Celebrato come personaggio fuori dagli schemi, ha fatto della verità uno scudo pieno di bugie. Fermiamoci subito, vi parla uno che artisticamente non si permetterà mai di parlare di Fibra, anche perchè le competenze tecniche sono roba d’altri (e di pochi). Prosaico e stucchevole racconta la sua umanità, proprio come la gente soddisfatta gli fa notare durante la puntata.

Una grande recita teatrale dei sentimenti, fatta con un senso tattico degno del miglior 4-4-2 scuola Lippi – capace di vincere tutto all’interno del panorama calcistico. Sarebbe bello, anche se in modo ipocrita lanciare un messaggio diverso, cogliendo un nuovo punto di vista, non solo quello delle logiche di mercato del ritornello ripetuto 4 volte.

Si vince nel desiderio di averci provato – lo insegnavano i grandi perdenti dello star system, ma diventa riflessione interessante se si pensa al gesto lanciato da quel borioso e strapagato calciatore chiamato Cristiano Ronaldo (guarda la copertina e leggi qui).

Ma quanto è bello stupirsi per gesti lanciati da una qualunque icona? Voi l’avete capito il valore effettivo che hanno queste persone sui benzinai, dottori, avvocati e quant’altro? Davanti a una scelta non alzerai mai le mani perchè non siamo tutti uguali, non esiste un migliore e nemmeno un più alto, proprio come raccontare un colore a una persona non vedente. Il relativismo culturale tutela quanto un creative commons, peccato che ancora non ci siamo interrogati sul come elargirlo a tutti.

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