Normale non vuol dire giusto
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Normale non vuol dire giusto#24

575250_10151111008938888_905876994_nLe chiamano Be-lievers, o qualcosa del genere. Sono le orde di adolescenti assatanate che hanno un unico e indiscusso idolo musicale, e che probabilmente rappresenta allo stesso tempo anche il loro amore e, perché no, il loro desiderio sessuale più acceso: il cantante diciannovenne Justin Bieber. Chi ha avuto la fortuna di assistere ad un suo concerto, come quello tenutosi sabato scorso a Bologna, può senz’altro dire di aver imparato qualcosa di nuovo: come riuscire a realizzare un fenomeno mediatico usando un ragazzo dai lineamenti dolci e dotato di discrete abilità di ballerino e cantante.
Sono in 14.000, il concerto è previsto per le 20, ma alle 18 l’arena è già completamente stipata. C’è chi si è accampata dalla notte precedente, chi è arrivata alla mattina presto: tutte entrano correndo e lanciando urla stridule che lascerebbero pensare a una violenza piuttosto che a un concerto. All’interno, il delirio. Appena un tecnico del suono sale sul palco parte un boato acutissimo, l’emozione è letteralmente alle stelle, alcune ragazzine già piangono, altre sono in estasi. Sparuti genitori con un minimo di buon senso sono seduti per terra, in fondo allo stabile, attoniti, e si preparano ad una maratona di 4 ore di cui probabilmente faticano a capacitarsi. Cosa si chiederanno, forse è meglio non domandarselo. Di sicuro molti sono lì perché, se si ha meno di 14 anni, non è possibile andare da soli ad un concerto. E di ragazzine che rientrano in questa fascia ce ne sono davvero tante. Gli svenimenti e gli attacchi d’ansia si contano a decine, e per fortuna il servizio è efficiente e le ragazze vengono ricoverate in una saletta laterale dove possono riprendersi. Su 14.000 persone, ci sarà, ad essere ottimisti, un 10% di maschi. Le ragazze hanno mediamente dagli 11 ai 18 anni. Ognuna ha almeno un gadget, una maglietta, o una scritta sulla pelle inneggiante all’idolo delle folle. Fra queste, c’è anche chi ha pagato la modica cifra di 350 euro per poterlo vedere dal vivo e fare una foto con lui. D’altronde, chi non vorrebbe? Poi eccolo che arriva, con due ali da angelo, guanti d’oro e Ray Ban che gli attribuiscono la classica aria da macho dolce e sensibile. L’entusiasmo è incontenibile, tutte ballano al ritmo della sua musica, urlano, ridono, piangono. Qualcuna viene allontanata perché esagitata, qualcun’altra strappata via dai genitori per paura che, nella calca, possa svenire. In entrambi i casi si assiste a crisi isteriche degne delle giornate adolescenziali più dure. Una mamma finisce per picchiarsi con sua figlia e viene separata dalla sicurezza che prontamente interviene. Il concerto prosegue senza sosta, tocca il suo apice quando una delle ragazze viene scelta a caso e invitata a salire sul palco mentre Bieber si prodiga in una vera e propria dichiarazione d’amore. Lei a momenti sviene, e poi viene ricondotta nella massa. Il concerto giunge al termine. Justin, il nostro angelo, rimane a torso nudo e se ne esce ballando fra i fuochi artificiali. Scappa immediatamente in macchina per non essere assediato durante la fuga. La folla lentamente si disperde. Chi ha avuto la fortuna di leggere “Profumo” di Patrick Suskind, libro meraviglioso, può forse immaginarsi una simile scena quando il protagonista, versandosi addosso l’intero contenuto della sua soluzione perfetta, provoca un’estasi tale nei sobborghi di Parigi che tutti i poveracci della città gli saltano addosso e lo divorano, facendolo letteralmente scomparire dalla faccia della terra.
Tutto questo per dire come, in fondo, un fenomeno del genere dall’America è sempre possibile aspettarselo. Perché si tratta di una terra in cui spesso la profondità culturale è poco radicata, e che consente lo sviluppo di stelle di questo genere. Ma se un successo simile ha effetti dirompenti anche in Italia – magari fra le ragazze che domani tenteranno di entrare ad Amici di Maria de Filippi – forse un esame di coscienza, i genitori di queste ragazze, dovrebbero farselo. Nel frattempo usiamo la scusante che tutte quelle ragazze sono ancora giovani, e speriamo che gli passi. Una volta la musica era arte, poi è diventata spettacolo. Ma adesso… Adesso, che cos’è?

Alessandro Cillario

6 Comments

  1. Sofia says

    Quindi se a noi piace Justin Bieber siete voi che dovete decidere se è giusto o sbagliato?

  2. Samuele says

    Ogni epoca ha avuto il proprio Justin Bieber . Non bisogna assolutamente domandarsi se oggi la musica sia o non sia cultura, nella misura in cui non bisogna avere dubbi sul fatto che la cultura non sempre (oserei dire mai)è il gusto predominante all’interno della società(nel caso particolare delle quindicenni assetate di Biber-on la cosa mi preoccupa ancor meno).Non rimarranno tracce che delle orde di ragazzine, forse dei loro ricordi e quelli dei loro genitori. Per quanto riguarda noi,tra dieci anni in fila per pagare una rustichella, ci imbatteremo in un doppio cd, abbandonato nel fondo più recondito di una gabbia d’acciaio, impolverato,sbiadito, con il bollino dei 3,99€che copre il bel faccino di uno sconosciuto, che nell’economia del tutto è stato più furbo di me , di te e di tutti quelli che provano a vivere della propria arte.

  3. kol says

    Da amanti della musica quale siete e quale sono io sono d’accordissimo con l’articolo…
    Ma riflettiamo un’attimo : se fossi un genitore e avessi una di figlia su quella fascia d’età senza dubbio preferirei accompagnarla ad un concerto di una figura costruita così come è quella di justin bieber o da qualsiasi altro fenomeno mediatico come questo al posto di accompagnarla a qualche festino o discoteche a fare chissà cosa..
    secondo il mio modesto parere molte più ragazzine dovrebbero essere interessate a queste ” cazzate ” come diciamo noi già un pò grandini…al posto di fare pompini,ubriacarsi,drogarsi e fare qualsiasi altra cosa assurda per quell età.
    io a quell’età giocavo con le carte di yugi-oh…le uscite erano il cinema o cazzate varie.
    secondo me per avere un’Italia migliore il primo passo è una buona educazione; cosa che con tutta onestà non esiste nelle nuove generazioni.

  4. papa francesco says

    chi organizza questi concerti dovrebbe vergognarsi….e anche questo cillario

  5. Selene says

    siete ridicoli.😉
    inventate un casino di cazzate e cercate sempre gli aspetti negativi nell’avere come idolo ‘Justin Bieber’ ma nessuno si chiede che cosa fa di importante per noi?per le sue beliebers? e sinceramente potete dire tutto quello che volete,io continuo ad ammirare Justin per quello che era,e quello che ora è diventato.
    L’INVIDIA E’ UNA BRUTTA BESTIA,GENTEEE

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