Beat Rate, Interviste
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w/Maesia || Beat Rate 7.1

602740_10200534668156836_982856723_nE’ stato un appuntamento ricercato e inseguito per alcuni mesi. La soddisfazione che provo, nel regalarvi un veloce scambio di battute con questa giovane artista, è fortissima. Ho conosciuto Maesia durante la mia permanenza al Festival Robot di Bologna e ricordo come simpaticamente fin da subito, avevo avvertito un forte feeling con il suo modo d’approccio alla musica. Sfortunatamente per lei era stata inserita in un momento fitto di Guest dislocate nelle sale principali del festival. Personalmente credo che sia stata la sua fortuna in quanto ha potuto esprimersi davanti ad un pubblico “selezionato”e predisposto al suono curato.

Uno dei momenti più intensi del mio festival e dove riuscì a strappare la promessa di un’intervista futura al momento dell’uscita del suo primo disco.

A voi:

Innanzitutto bentornata in Italia; da quanto tempo non ti esibivi nel tuo Paese natale? Che cosa ti ha spinto a trasferirti a Berlino? Veramente denoti una differenza culturale ed espressiva in questa città?

L’ultima volta che avevo portato i miei suoni qui in Italia prima di quest’ultimo concerto a Dalverme, è stato a Novembre in una vetrina di un negozio a Piazza della Madonna dei Monti a Roma per Vetrinale, un festival di arte contemporanea diramata tra i negozi del centro storico. Era una performance audio/video preparata per l’occasione in collaborazione con Carlos Casas, il quale mi ha donato le sua riprese siberiane. Pioveva. Le persone che passeggiavano per per la Piazza si ritrovavano sospinti da altri suoni e altre immagini. La musica percorreva le stesse strade che avevo percorso per anni  e mi aveva riportato lì dove poi in realtà avevo avuto bisogno di distaccarmi. Finalmente eccomi, a Berlino. Sono andata via dall’Italia perchè avevo bisogno di cambiamento ed ho scelto quella città per le energie positive che mi aveva trasmesso ogni volta in cui,precedentemente,mi ero rifugiata. Per quanto riguarda il contesto culturale dico, con assoluta certezza, che Sì, ovviamente avverto una differenza culturale. Ogni posto ha la propria cultura acquisita dalla società che lo abita, costruita sulla propria storia. Questo,però, non implica che una cultura sia migliore di un’altra, bensì semplicemente diversa.

La tua musica è sinonimo di un’espressione viva in constante evoluzione. Se dovessi riassumerla in una frase come la defineresti?

Un giorno feci ascoltare un mio “pezzo” ad un mio amico e mi disse che gli aveva fatto pensare ad una poesia di Mariangela Gualtieri, ti cito alcuni versi:

(…) tutto sarà
guardato mirabilmente
ascoltata ogni onda di suono, penetrato
nelle sue venature ogni canto ogni pianto
lo giuro adesso che tutto è
impregnato di spazio siderale.
Anche in questa brutta città appare chiaro
sopra i rumorosissimi bar
lo spettro luminoso della gioia.
Questo lo giuro.(…)

Il tuo Background musicale da che cosa è composto?

Il mio background musicale è stato lungo un percorso abbastanza inconscio. Solo con il tempo ho cominciato ad approfondire  l’esperienza estetica con la musica,cioè capire cosa mi piace, perchè,e,sopratutto che cosa voglio. Ed è un itinerario assolutamente ancora in atto in costante evoluzione.

In che modo pensi di evolvere il tuo live? Maggiori collaborazioni, più ricerca del suono?

I miei suoni sono in continua evoluzione. Non suono mai un live uguale al precedente. Lo faccio per stimolarmi, mettermi alla prova, sperimentare, non cristallizzarmi. Il principale obiettivo è quello di seguire il mio itinerario di scoperta sonora di cui parlavo prima cercando di affermare la mia libertà individuale e ampliare i margini di espressività.

In un momento di forte difficoltà economica ma prima di tutto in un momento di forte transizione culturale ove vi è una progressiva perdita dei valori morali ed etici tramandati dai nostri avi, non credi che questa apparente terra instabile possa diventare terreno fertile per far emergere realmente le idee di valore?

Lo sviluppo del capitalismo ha portato e continua a portare dei cambiamenti nei codici etici e morali, tendendo ad uno schiacciamento della soggettività, per una forte totalità sociale. In quest’ottica la differenza fondamentale la fa la volontà di sapere, di conoscere: credo ci sia fertilità per le buone idee laddove ci sia vera consapevolezza.

Concludendo, quali progetti ti vedranno coinvolta? Giocando un po’,al contrario, se dovessi pensare da qui a 10 anni,come ti vedresti? Continuerai sempre a divertirti con le tue macchine analogiche e/o digitali

Intanto attendo con profondissima emozione l’uscita del mio primo album che avverrà a breve su iDEAL recordings. Si tratta di Quitratue e più che un album è una raccolta di suoni, collezionati tra il 2010 ed il 2012. I brani sono accomunati da una forte componente evocativa, gli ambienti sono vastissimi.

Deserti di suono, oasi abissali.


Sul mio futuro non saprei, realmente non so dove sarò tra 10 anni…per ora non riesco ad immaginarmi senza i miei suoni!

E sicuramente, avendola vista dal vivo, per l’intensità che ci mette nei suoi live, non disattenderà le aspettative.

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He loves to say that he lives to amass LP and singles, write travel journals and to get lost at dawn with a swim at the seaside

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