Interviste
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563992_10151188990048116_1211333497_nA pochi mesi dall’uscita dell’ultimo album – #bypass, abbiamo deciso di fare alcune domande a MadBuddy, in esclusiva, solo per voi di HMCF!

1. Come nascono Stokka e MadBuddy?
Stokka & Madbuddy sono nati per una serie di coincidenze, di fatto siamo sempre stati convinti che doveva forse finire cosi. Un po di rivalita’ da ragazzetti, sino al comprendere che in una citta’ come Palermo, dovevamo sentirci fortunati ad aver beccato altra gente con la nostra passione negli anni novanta. Proprio in quegli anni ci siamo trovati. Stavamo in gruppi differenti fino a quando i nostri rispettivi “compagni d’avventura” non hanno appeso il microfono al chiodo. Il resto è storia.

2. Sappiamo che nel mondo del rap e dell’hip hop è veramente raro incontrare qualcuno conosciuto col suo vero nome. Qual è il motivo per cui tu hai scelto di chiamarti MadBuddy? Da cosa sei stato ispirato?
Se pensi che gli amici mi chiamavano Bubu, a quei tempi non avevo altre alternative se non trovarmi un nome decente ( ahah ). Questo soprannome me lo sono portato dietro abbastanza, specie nella mia attivita’ di writer, ma col rap, non si poteva tenere un nome del genere. Una notte, semplicemente l’ho sognato. tutto qui. Come ti accennavo anche prima, una serie di belle coincidenze, hanno reso il rapporto tra me e l’hip hop, una cosa speciale, un percorso lineare, seppur lento, ma sempre ispirato.

3. Guardando indietro e ripensando al tuo passato, chi definiresti il tuo “guru” musicale?
Nessuno. Negli anni novanta non c’era molto. Col gruppetto di disadattati che frequentavo, si cresceva insieme. Con Tony Madonia ( uno dei beatmaker di Gotaste ), si andava al liceo insieme, per dirti. Scoprivamo i dischi, le riviste e stavamo intere giornate a mettere insieme i pezzi di questo puzzle. Ovviamente massimo rispetto per la Old school palermitana ma, non frequentandoli ai tempi, non ho avuto modo di succhiargli troppe informazioni.

4. Ascoltando i vostri testi mi ha particolarmente colpito il fatto che parlate veramente di tutto, e che siete molto attaccati ai temi d’attualità. Ciò che mi incuriosisce sapere è se i vostri pezzi nascono così ..su due piedi, o c’è dietro un lavoro un po’ più complesso e studiato.
Spesso si ha un idea di partenza, un argomento preciso e, si aspetta solo il feeling col beat giusto, altre volte parte tutto da un flusso di coscienza. Non siamo abituati alla vita in studio. Soprattutto adesso che viviamo in due citta’ diverse. Ad esempio #Bypass è stato concepito in un mese e mezzo, mandandoci note registrate sul telefono e parlandone su Skype. Una volta scritti i pezzi, ci siamo incontrati a Milano per finalizzarlo.

5. Durante la vostra carriera avete pubblicato 4 album.
In ordine: Palermo centrale (2001), La cura del micrófono (2002), Block notes (2005) e Bypass (2012).
Qual è l’ALBUM che ti rappresenta di più e/o quello al quale sei più legato, e perchè?!
E.. qual è il PEZZO che ti rappresenta di più e/o al quale sei più legato, e perchè?!

Essendo una persona che si esprime scrivendo, ogni disco, ogni progetto, ogni concetto è un parto e ovviamente, diventano tutti dei figli a cui voler bene. Potrei raccontarti qualcosa su ogni cosa fatta, su ogni strofa scritta. Personalmente sento di essere molto legato al nostro ultimo album. #Bypass rappresenta il collante perfetto tra i Tasters di ieri e il sound che stiamo portando avanti. Siamo un gruppo a cui piace sperimentare pur rimanendo Hip Hop al 100%.
Pezzi a cui sono piu’ legato, non so dirti. Forse “occhi rossi” e “quando un giorno tornerai”. Soprattutto per l’energia che si sprigiona dal vivo quando li performo. Capisco di aver fatto centro nel cuore della gente.

6. Cos’è la musica per MadBuddy?
Questo tipo di domande è sempre bello ma, la risposta sarebbe cosi classica che, mi piacerebbe sapere, cosa sono io per lei.

7. Per chiudere in bellezza. Tre aggettivi per descrivere MadBuddy nel 1995, e tre aggettivi per descrivere MadBuddy nel 2013.
Dunque fammici pensare.
Nel 1995, quasi obeso, testardo e perennemente incazzato.
Nel 2013, troppo magro, testardo e perennemente incazzato.
Bella raga!

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  1. Pingback: INTERVIEW || Stokka & MadBuddy #bypass | The Little Black Bird

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