Recensioni
Comment 1

Baustelle || Fantasma

Image

Sono passati una decina di anni dal Sussidiario Illustrato della Giovinezza e tante cose sono cambiate.

Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio >>>>>> sono diventati adulti e, nonostante le tematiche giovani, ma mai giovanili o infantili, del Sussidiario crearono un discreto seguito e aprirono le danze ai dubbi se i Baustelle fossero davvero la new big thing della musica pop italiana, nessuno se ne preoccupo` seriamente. Fino a La Malavita (2005) che li catapulto` nel mediatico mondo della musica in televisione (non necessariamente da televisione) con un paio di singoli (su tutti ”la guerra e` finita”) che andarono a colpire il semplice cuore di tanti ragazzi italiani che finalmente si sentivano un po` più grandi a canticchiare con Mtv canzoni su teen-ager allo sbando, insofferenza nei confronti dei genitori e lettere lasciate prima di uccidersi.

Con la fama, arrivarono anche i detrattori, ed erano tanti. Diamogliene atto, era davvero facile beffeggiare i Baustelle, soprattutto se sei nato e cresciuto in Italia, dove un sedicente intellettuale con gli occhiali e i capelli lunghi finisce in classifica, non può che destare scalpore e far girare nella quotidiana tomba musicale l’italiano che se li trova in tv mentre mangia la sera. Non che i Verdena, Marlene Kuntz, Afterhours o gli Offlaga Disco Pax non fossero anch’essi presenti nel panorama musicale italiano, ma i Baustelle entrarono nel popolare come nessuno di questi ha osato fare, tranne forse la band di Agnelli ma solo per qualche ora. Il grande pubblico italiano si trovo` davanti un gruppo che cantava di cose estremamente terrene ma con citazionismi e riferimenti che spaziavano dal cinema western alla poesia di Baudelaire o Ciampi. Tutti ci siamo un po chiesti ma che cazzo ci fanno questi qua? 

Passarono degli anni e i critici videro, come spesso accade, un declino perpetuo nella decadente band di Montepulciano, culminato con ”I Mistici dell’Occidente” da cui i Baustelle, come non mai, prendono le distanze nel nuovo lavoro ”Fantasma”. Se i pilastri caratteristici della band erano comunque presenti nei Mistici, a mancare furono le evoluzioni e si avvertiva una certa sensazione, come se le idee stessero per finire (L’estate enigmistica, Il Sottoscritto) e Bianconi era diventato ufficialmente figura principale (se non singola) di alternativo/hipster grazie a un paio di dichiarazioni durante interviste riguardanti il suo malessere nel bel paese.

Quello stesso bel paese la cui recente storia ha così tanto ispirato la band toscana, con numerosissimi riferimenti a situazioni politiche passate e presenti, terrificanti storie di cronaca (Alfredo, dall’album Amen) o semplici storie di vite di anime salve ( la voce profonda di Bianconi ricorda vagamente la voce di De Andre` se non altro).

Nel 2013 arriva quindi Fantasma, e` un album diverso dai Mistici dell’Occidente, il songwriting e` molto più elaborato, le citazioni ancora più fitte e criptiche a volte, e le orchestrazioni che si erano intraviste nel precedente lavoro qua diventano assolute protagoniste strutturando l’intero disco come fosse uno spettacolo teatrale, con intervalli e titoli di testa.

Orchestrazioni maestosissime, classicheggianti, uniche nel attuale panorama musicale italiano. La prima parte del disco e’ completamente monopolizzata da Francesco Bianconi se non per la bellissima Monumentale, in cui la voce di Rachele si rifa` viva dopo tanto tempo con un inevitabile sorrisone sul viso dell’affettuoso ascoltatore che figura mentalmente gli occhioni meravigliosi della cantante/pianista/tastierista, resi famosi dalla copertina di Amen.

Tornano i personaggi letterari a cui ci avevano abituati (”Martina” dal Sussidiario, ”Sergio” , Monica e, perché` no? anche ”Il Corvo Joe ” dalla Malavita, Anna da Amen) ed e` proprio ”Cristina” a consegnare il pezzo più bello del disco (esattamente a meta`) lasciando un’eredita importante alla seconda meta` del disco.

Si spogliano definitivamente le vesti di gruppetto alternativo per giovani disadattati, diventano adulti e anche un po` vecchi, ma nel senso buono, trovano finalmente il loro posto nel universo della musica italiana, cantautori modernissimi ma di grande spessore e rispetto nei confronti della storia, cantori di storie e vite comuni, con le tragedie che solo la normalità può regalare. Ci sono ancora i pezzi pop sul sociale che ricordano i vecchi Baustelle (”Maya colpisce ancora) ma non e’ un involuzione, solo un piccolo sfizio che si tolgono sull’altrimenti serissimo resto dell’album. Bianconi si scrolla di dosso tutti gli eponimi poco gentili, si conferma come figura di spessore e noi non vedevamo l’ora. finalmente puo` dimostrarlo anche ai più scettici.

Image

Un disco, una colonna sonora per l’estinzione della razza umana.

P.s. mi astengo dal salutare col consueto saluto da Londra, visto che mi trovo a tutti gli effetti nel cielo, sorvolando Lione in questo momento esatto.

Saluti da Lione.

1 commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...