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Echopark || Scoprilo

32384_460229650694110_1059898892_nA cosa potrebbe far pensare Echo Park? Che ne so, prima di tutto forse a quel quartiere di Los Angeles, tra l’altro sfondo di un vecchia pellicola di cui non serve aggiunga dell’altro. Ma se Echopark, come vedete, diventa un solo lemma, ci troviamo a parlare di un nuovo progetto che ho l’opportunità e il piacere di presentarvi. Sono in contatto con lui da diverso tempo, dunque ho pensato bene di fargli scrivere una breve presentazione appositamente per noi. Giunti a questo punto è chiaro che le mie parole risulterebbero vane ma, avendo avuto l’onore di ascoltare in anteprima il suo debutto Trees, non mi costa niente aggiungere che si tratta di un disco onestissimo, ascoltato in auto chissà quante volte ormai.

Qui sotto ci sono due estratti davvero deliziosi. Youth & Fury potrebbe essere la colonna sonora di chissà quanti momenti della nostra giovinezza; è fresco, ha belle chitarre ed una melodia piacevolmente appiccicosa in cui si innesta un drumming che fa tanto National. Waves, invece, si proietta lentamente verso la confusione, vuole farti ballare ma non ci riesce perché ha decisamente altro a cui pensare.

Ancora più in basso trovate le sue parole, leggetele e ricordatevi di lui tra qualche mese. Anzi no, tranquilli che lo faremo noi.

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“Il progetto Echopark è nato in una piccola stanza in affitto nell’est londinese. Trees è stato registrato quasi interamente in quella stanza con un paio di microfoni.

Per me rappresenta ciò che più si distacca dal manierismo in senso stretto, infatti è un lavoro pieno di errori, suoni grezzi e milioni di voci in sovrapposizione. L’obiettivo era quello di catturare e congelare il momento stesso in cui un brano viene alla luce, le emozioni che riempiono l’aria in quel preciso istante. Non mi sono mai piaciuti i dischi bomboniera. È un disco nato nei weekend liberi, da Gennaio a Giugno dello scorso anno.

In Agosto 2012 tornai a Lecce per registrare delle batterie mancanti nell’enorme sala ripresa del Sudestudio. Era l’unico modo per ottenere delle drum di spessore con tanto di riverberi naturali. Andrea R. e Matilde (Girl with the gun) mi hanno aiutato molto in questa fase. Matilde ha anche mixato l’intero disco. Il mastering invece è stato completato al West West Side Music Studios di New York, da Alan Douches.”

Davide Ingrosso 

2 Comments

  1. Pingback: Echopark – “Teleportation” | Give me my music dose

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