Editoriale
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Alla fine son tutti Punk

CM-Punk-as-champ2_crop_exactParlavo, discutevo, analizzavo e trovavo diversi spunti di riflessione da una recente conversazione fatta sul mondo dei nuovi media, ormai necessari nel creare quel “hype” per nuove forme di professione. Insomma le aziende non ti guardano più il portoflio con tutti i vari progetti, ma preferiscono capire chi sei anche grazie al tuo personale utilizzo delle nuove piattaforme 2.0. “Dai fammi l’articolo borioso su quanto sia effimero e narciso avere tanti mi piace sulla propria pagina facebook” eccomi perfetto, quest’articolo arriva antecedente ad uno dei fatti più divertenti che ho notato recentemente, quello inerente allo scandalo visualizzazioni su youtube e follower su twitter. In sostanza, artisti che comprano questi dati, manipolando l’opinione pubblica della gente secondo la seguente catena mentale (da segaioli): ha molti fans – il video è molto guardato – sarà sicuramente bravo. 

Ho aperto il mio contatto facebook e nell’altra finestra quello twitter, ho spulciato un paio di siti specializzati (blog su wordpress, tumblr ecc…ecc..) e mi sono ritrovato davanti una miriade di artista dal grande seguito ma dalla qualità, quantomeno discutibile. Davvero è possibile tutto ciò? I nuovi strumenti non dovrebbero render più democratico e di conseguenza (non proprio vera) meritocratico il sistema in Italia, in questo caso parlando di musica, con le proprie sfaccettature?

Proprio come fecero i Punk all’inizio del loro cammino in Inghilterra, con pochi pezzi, tantissimo fumo ma insomma, lo stile e il messaggio era diverso, vedi i Sex Pistols. Ma stai a vedere che saper utilizzare i social network è una prerogativa da Punk. Esattamente come la moda Punk che ci sta circondando, fatta di vestiti e una serie infinita di stronzate da masturbazione mentale. Punk, i rapper narcisi sono anche quello, i guru della comunicazione sono Punk e allora il super seguito di Selvaggia Lucarelli, con le sue opinioni su come gira l’economica del paese, è Punk.

Quanto caos ma al tempo stesso quanto sta diventando necessario per mandare avanti la propria arte? Io rimango un difensore del tacchino, il fumo intossica se non deriva da qualcosa di sostanzioso, almeno strinato per intenderci. A Ottobre ho avuto il piacere di curare un workshop all’interno del roBOt festival di Bologna, dove sono state affrontate anche queste tematiche, ma ancora oggi, dopo i recenti casi, sono confuso.

 

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Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.

4 Comments

  1. Da musicista posso dire: fare “trading” di follower è possibilissimo, non so se è possibile comprare letteralmente follower fittizi, però fare aumentare il traffico sui tuoi profili non è difficile, e poi un “like” non costa niente a nessuno. Rimane il fatto che tutti i “like” non si trasformano in veri fan se poi fai schifo, e mi rincuoro a vedere che i vecchi metodi di una volta sono ancora efficaci per fare la differenza, dicasi sudore sul palco….

    • Recentemente pare diversi artisti abbiano comprato (come anche dei politici) utenti fittizi. Detto questo, i nuovi media sono un tramite che secondo me ha troppo peso.

  2. Roberto says

    Lascio in questo commento il mio feedback in modo da migliorare l’articolo:
    -È preferibile l’utilizzo del passato prossimo per i verbi nell’incipit dell’articolo data la conversazione a cui si accenna.
    -Cosa si intende per “nuove forme di professione”?
    -Dato che attualmente in Italia non sono così diffuse come all’estero le aziende che “guardano al tuo personale utilizzo delle nuove piattaforme 2.0”, sarebbe interessante un accenno all’ambito in cui lavorano le aziende cui si riferisce l’autore
    -È ridondante parlare di “opinione pubblica della gente”
    -Manca il congiuntivo nella frase “uno dei fatti più divertenti che io abbia notato”
    -È preferibile assioma, assunto, linea di pensiero piuttosto che “catena mentale”
    -Varrebbe la pena di esplicitare la frase “rendere meritocratico il sistema in Italia con le proprie sfaccettature” dettagliando di quale sistema e quali sfaccettature si stia parlando
    -Typos: miriade di artisti, “qualità, quantomeno discutibile” senza virgola, economia del paese
    -“mandare avanti la propria arte” è espressione discutibile

    Potrei proseguire ma ho finito il tempo a disposizione, suggerisco solamente di utilizzare parole, espressioni, incisi e forme verbali con più cognizione di causa: comprendo che si voglia mantenere uno stile più aderente al parlato, ma se si vuole scriver in Italiano lo scritto ha regole imprescindibili.

    Spero poi che tale commento venga accettato come critica costruttiva dato che ritengo il concetto in seno all’articolo quantomeno interessante

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