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Domani || Anno nuovo, nuovi generi

5-Future-Garage-Artists-To-Look-Out-For-In-2012-800x400Come ogni anno, nella prima domenica di gennaio, su Radio Deejay c’è stata una puntata speciale di 50 Songs: quella con i 50 numeri uno dell’anno scorso. Niente di nuovo.Quest’anno però avevo o la maturità per rimanerne schifato o il mezzo per comunicare il mio schifo, non lo so.

Schifato non dal programma, dalla stazione e dal sistema delle radio nazionali, verso cui ho un legame ed ammiro in toto. NO! Ero sgomento di fronte al livello assolutamente degradante delle canzoni: io non ho nulla contro il POP, anzi ho fatto mia la frase di Brown dei Mona (oddio) “pop ain’t a dirty word”. Penso che sia il genere a cui tutti dovrebbero aspirare, non vedo futuro in un costrutto musicale fondato su sperimentazione e diversità che non presenti alcuna traccia di intelligenza, intesa come semplificazione, accessibilità.

Il POPMERDA, coi suoi crossover assolutamente a caso, la galassia inutile di featuring e il canovaccio compositivo a comparti stagni delle canzoni, c’è sempre stato, mi si può obiettare.

Il problema non è la sua esistenza. Il problema è che sta entrando nelle scene giovanili, nei luoghi da cui nascerà la prossima musica.

La nostra generazione ha creato un nuovo mostro: il cantante pop della zona. Orrore; un ruolo che a livello nazionale e internazionale funziona solo grazie alle masse ed al bombardamento mediatico, rapportato ad un piano dove il passaparola è tutto, i contatti e le amicizie: la fiera della vanità. Tremo per quelli che vedranno questa ondata arrivare al pieno della sua forza.

Ma noi siamo fortunati, la generazione che sta esplodendo ora ha fatto e continua a fare dell’ottima roba. I generi da tenere d’occhio quest’anno sono due: il Bunga Bunga e il Future Garage. Il primo è la prova che gli inglesi pensano sempre agli italiani, l’altro che siamo bravi anche noi.

Bunga Bunga fresco fresco, anche se di là della manica se ne sono già accorti tutti: la DropDeadCloth. pompava Melè (alfiere del genere) e i suoi bungabungalads già un anno fa, poi Boiler Room e tutto il resto. Scavate un po’ e troverete fior di artisti, basta diffidare di youtube.

Se vi sembra il cavallo sbagliato, ascoltate lo stesso; ho avuto la stessa reazione di fronte alla dubstep 5 anni fa.

Il Future Garage ha delle radici più affini alla dubstep (la genealogia dei generi la affido a Wikipedia, quando poi ci arriva) e sta iniziando a farsi sentire un po’ dappertutto anche qui in Italia: Rustie da un sacco e più recentemente AlunaGeorge (il suo video è anche su Mtv, sellout di merda).

Oltre a farsi sentire viene anche suonato in giro, anche se è ancora molto low profile. Un esempio? Alessio Buso (producerdjmanagertuttoquellochevuoi, nonché il tizio che mi ha fatto sentire Melè) che tra un pò uscirà con diverse belle cose. Questo è il suo ultimo remix, a metà tra il sopraccitato FuGarage e gli ex-Crookers con Fabri Fibra.

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