Editoriale
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Il narciso mondo Hip Hop

artecinema-2011-.-18-Dal-film-J.M.-Basquiat-Radiant-Child.Pensare di poter scrivere qualcosa di sensato sull’argomento mi pare utopia.
Mi sono fermato, ho deciso di affrontare me stesso, confutandomi e riportando alcune citazioni dai giornali, video e discussioni sull’argomento. Nello scorso 2012 ho avuto la fortuna di organizzare in quanto promoter (termine che odio e detesto) diversi concerti della scena hip hop con il resto del collettivo di cui faccio parte. Artisti con cui si è instaurato, non solo un rapporto di lavoro, ma anche di stima reciproca in quanto persone.

L’Hip Hop sta vivendo un momento di grande esplosione all’interno della scena musicale italiana, e di questo sono molto contento. Ancora non mi riesco a spiegare diverse sfumature dell’universo che ho imparato a conoscere con il tempo, da perfetto ignorante sono partito e dentro il mio zainetto ho inserito una serie di pensieri che si contraddicono tra di loro.

Partiamo dall’origine, il termine hip hop secondo wikipedia – enciclopedia libera è un movimento culturale nato nell’anno 1973 (come cita anche il rapper KRS-One). Ha probabilmente mosso i primi passi con il lavoro di DJ Kool Herc che, competendo con DJ Afrika Bambaataa, si dice abbia inventato il termine “hip hop” per descrivere la propria cultura.  I 4 principali “elementi” della cultura hip hop sono: lo MCing, anche noto come musica rap, introdotto dagli afroamericani; il DJing, introdotto dai giamaicani; il writing, ovvero l’arte introdotta dai latinoamericani; il B-boying, ovvero il ballo, sviluppato da afroamericani e latinoamericani del Bronx.

Fino a qui ci siamo? Ok, lo scorso anno è partita una diatriba parecchio futile e assai controproducente per tutto il movimento. Sotto ci sono i video e di seguito un paio d’articoli che riassumono tutto.

LEGGI QUI

Ovviamente il punto non è questo, figuriamoci se mi permetterei mai di mettere il dito in una situazione come questa, dato che sinceramente ancora sono fermo, da perfetto ignorante, alla comprensione del termine hip hop su wikipedia.

“I rapper commerciali e quelli underground” quest’affermazione mi desta stupore, il pensare di catalogare la musica in questo modo mi pare stupido. Commerciale dal dizionario italiano che riporto:

1 Di commercio, concernente il commercio; che si dedica al commercio: attività, relazioni c. || diritto c., legislazione che regola il settore del commercio | nome c., quello con cui viene identificato un prodotto rispetto ad altri analoghi

2 Che è preposto all’acquisto e alla vendita di prodotti: direzione c. di un’azienda

3 Fatto per una vasta vendita, di scarsa qualità: prodotto c.

In sostanza, tutto è commerciale ciò che ascoltiamo, ogni giorno su youtube o sui blog/webzine di tendenza, che ci regalano delle perle che solitamente nei canali televisivi vediamo relegate ad orari improbabili.

Mi sono beccato diverse critiche per le mie divertenti pagelle sulla prima edizione degli Mtv Hip Hop Awards. In molti non hanno compreso quest’astio, nei confronti di quel gruppo di persone provenienti da MIlano, come se avessi qualcosa di personale verso di loro. Semplicemente la loro musica non mi soddisfa e magari mi sarebbe piaciuto veder menzionare (non vincere) altri artisti. Ma come già detto i tempi delle pistole e del ghetto per quest’universo sono finiti, l’autocelebrazione del proprio ego nei testi uccide la cultura che sta avvolgendo questo. “I rapper sono i cantautori del 2000” oppure “molti di loro sono da considerarsi dei veri e propri poeti” queste sono alcune frasi che vengono citate da alcuni grandi conoscitori del sistema, perchè in realtà il nodo rimane questo.

La grande differenza tra quello che è l’Hip Hop nel 2012 e quello di vent’anni fa, sta proprio qui. Booking, social network e numero di visualizzazioni. Insomma un vero e proprio sistema si è fondato su questi artisti. Il processo è semplice: + fans 2.0 + probabilità di fare un buon disco + visualizzazioni su youtube + rotazione su mtv. A questa “catena” si possono aggiungere diversi benefit come possono essere i feat. con artisti di rango superiore (sempre contando le visualizzazioni e i fans 2.0) oppure le ottime recensioni da parte di opinion leader, “fuori dal sistema”.

Ci sono poi le sfumature, non tutto è bianco o nero, esistono anche qualità, questo non è mai stato messo in dubbio però mi fermo di nuovo, e cerco di capire quale sia il metro di giudizio di tutto questo. Metriche- parole – flow – tempo- beat -sperimentazione? alt, quest’ultima rimane ancora una parola parecchio indigesta a molti dei grandi cultori e famosi integralisti. In sostanza il mondo hip hop è più conservatore o progressista? è ancora estremista? Mi sembra di ascoltare le peripezie della politica odierna.

“L’hip hop è una cultura non è semplice musica” anche questo è un concetto particolare, che adoro e giudico eternamente romantico, quanto infinito nella sua stesura. Ma chi fa tutto ciò? Solo coloro che l’hanno fondato oppure un giovane ragazzo nel 2012 può entrare a far parte di quest’affermazione? Esiste veramente un supporto verso le giovani leve? Domande oneste e sincere, per chi cerca di porsi alcune tematiche che non hanno mai avuto una risposta o almeno, solo un paio d’artisti mi hanno realmente fatto capire tutto ciò.

“Ma il supporto tra i vari rapper è reale o fatto per convenienza?” Ah, tasto dolente, cadono tanti miti, eppure rimango convinto del fatto che le amicizie e le stime esistano davvero. Insomma come per i politici, il paragone mi viene naturale, magari dello stesso schieramento ma con una profonda invidia, d’altronde quanto è difficile in un mondo così narciso, restare dietro le quinte e passare il microfono?

“Usare questa popolarità per attaccarsi al carro e fare qualcosa di buono, che verrà ricordato” tenere duro, buttare giù dei rospi ma restare nel sistema, capire il trend e fare qualcosa per educare il pubblico, che molto probabilmente tra dieci anni si ricorderà di te ma non di quell’artista che ha venduto milioni di copie, crescere insieme a lui, paradossalmente come dovrebbe fare uno schieramento politico con i propri elettori, non è mica utopia lo dice anche Michael Moore a Obama.

“Il narcisismo è sinonimo di debolezza” pare questo il paradosso che avvolge tutto il movimento, la grande recita ha un profondo significato che vede in questi protagonisti umili sognatori e poeti mancati. L’hotel a 4 stelle con asciugamani blu, lo spazzolino da denti alle 23.30, le “mignotte” richieste nei camerini insieme a ben altro (che preferirei non citare) fa parte di questa grande cultura? Oppure è un modo per difendersi da quello che è realmente il bisogno dell’essere vivente?

Mi mancano solo due domande, e poi forse qualcosa in più sul hip hop l’avrò capito anche io, perchè qualcuno mi ha deluso ma altri mi hanno profondamente sorpreso, ma di una cosa sono certo, nella politica come nel rap, stiamo parlando di persone, esseri umani, non mostri da testi per adolescenti masturbati e dissing improbabili. Forse ognuno ha il proprio credo, e tutti fanno parte di questo movimento, ma un vecchio professore, parafrasando qualcuno ben noto, tempo fa mi disse che il tutto equivale al niente, in amore come in guerra, beati gli ultimi che saranno i primi?

Difficile saltarne fuori, dopo mesi ho ancora il mal di testa, se penso poi a tutti fans del momento, mi domando in quanti ci saranno tra un paio d’anni. Sarà tutto ciclico, non so che altro aggiungere, cercate di capirmi e confutate quanto scritto, farebbe bene a tutti.

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Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.

4 Comments

  1. Ci vuole cervello critico.
    Paola Zukar dice delle cazzate, perché solo chi ha realmente “vissuto” l’era hiphop può considerarsi hiphop, e negli anni ’90, partendo con le imitazioni, siamo arrivati al livelli di Neffa nel 1999, ancora insuperati. A 21 anni, io non posso considerarmi una persona hiphop, perché non l’ho realmente vissuto sulla mia pelle, e per quanto possa amarlo alla follia non farò mai parte della vera old school.

    Ovviamente, adesso è un punto molto solido per l’hh, per gli stessi motivi citati da Ghemon (uno dei pochi che mi sento di salvare), ma assolutamente NESSUNO di quegli artisti che passa per MTV può considerarsi vero. O almeno, non più.

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