Editoriale
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Ve lo racconto io il Collettivo HMCF

Pioveva, anzi iniziamo meglio di un “c’era una volta”. Autunno inoltrato del 2009, compagni di scuola, fugaci dalle sedi opportune si dimenavano durante il prestabilito orario di lezione. Pareva tutto così semplice, il tempo si buttava via senza realizzare nulla di concreto, anche se in testa le mille passioni si intrecciavano e trovavano nella “trasgressione adolescenziale” il loro massimo sfogo. Sono i 17 anni, l’età più raccapricciante che si possa avere, dove ti senti, ma fondamentalmente capisci che fino a quando non si sviluppa qualcosa, non sarai mai. La radio, quella grande ossessione, il sogno coltivato guardando “Lavorare con lentezza” non aveva modo d’esistere, si sa in una città aperta come Bologna, la sedia rimane sempre ai più grandi (o presunti tali).

I nuovi media potrebbero cambiare la situazione, in tutta europa diversi server sono stati creati in appoggio alle nuove televisione e ormai “l’internet” è parte di tutti noi. Tentar non nuoce, web radio quindi.

La prima rotazione musicale è fatta, il canale è attivo, sempre sia lodato è il momento di coinvolgere forze maggiori, persone esperte e capaci di comunicare, perché tutto ciò non può restare in cameretta.

Il 10 Febbraio 2010 arriva di fretta, dopo una campagna promozionale meravigliosa fatta da marchette intergalattiche ma con il solito integralismo non indifferente. Ascoltano più persone del previsto, il server si blocca 13 volte al minuto eppure qualche piccolo passo è stato mosso, ma non ditelo ai giornalisti, quelli sono ancora impegnati a raccontarci la vita di deliziose 16enni truccate in discoteche squallide della provincia (d’altronde pagano).

La follia, l’irrequietudine e l’incoscienza ci portano all’affitto di un vero e proprio appartamento nel centro storico della città, dove nel corso degli anni si susseguono in ordine sparso: gruppi musicali punk, post pranzi di natale, sesso, droghe leggere, alcool libero, graffiti e murales, gruppi musicale indie rock, bottiglie di vino stagionate, dischi in vinile meravigliosi di Gil Scott Heron, tornei di PES, denunce per schiamazzi, ancora gruppi musicali punk, radio, tv, poster da ogni parte del mondo, libri che sono stati dimenticati, tanto scotch (inteso come collante) e un sacco di batteri sparsi. Probabilmente anche voi siete passati da li, ma inconsciamente non lo sapete.

365 giorni volano, ragazze che passano, componenti che si divorano tra di loro ma tutto sommato sempre più vivi tanto da esordire finalmente in FM con frequenza regionale e con tanto di microfoni e mixer, un sogno per davvero si è realizzato contando da dove siamo partiti.

Il nostro sito va una meraviglia, apriamoci anche una label coordinata da una vera e propria associazione culturale, il tutto mentre la radio perde qualche pezzo importante, che però porta sempre la divisa sotto la maglietta tutti i giorni ( anche adesso). Il modo per ampliare il nostro network è quello di intensificare le nostre iniziative, che oltre a concerti dal buon esito ha visto quasi tutte le idee impraticabili messe in atto per fallire prontamente. Ma come sempre l’importante è provarci no?

Ormai tutto ciò è diventata una missione, come quando vuoi proteggere a tutti i costi una compagna/o dalle insidie del mondo. Non sarà mai tutto rosa e fiori, e forse non lo è tutt’ora, ma ci si vuole bene, si condividono valori e si confutano idee ed è per questo che in molti non hanno capito dove vogliamo arrivare.

Ieri sera abbiamo confrontato lateralmente le nostre idee su come va il mondo con un cantante/rapper molto vicino al nostro collettivo e ben noto che non riveleremo anche se conoscete tutti benissimo e abbiamo trovato un pensiero comune che fa quasi piacere delineare con la stessa linea nella nostra anima. L’arte, la musica e le nostre iniziative che molte volte non vendono dischi, non raccolgono consensi e non vengono capite sono fatte per educare un pubblico, per crescere insieme a un gruppo di persone che fanno parte della persona e del proprio percorso artistico culturale. Non dobbiamo cedere un centimetro della nostre passione a nessuno, neanche per soldi e anzi dobbiamo ringraziare ogni giorno il fatto che qualcuno si venda, che proponga musica facile o concerti con pr strapagati perché loro tra qualche anno si ritroveranno con qualche soldo in più, un articolo sul giornale e lontano da tutto questo mentre noi in qualche modo speriamo di essere ancora tutti insieme, uniti dalla stessa passione e con il solito coro che contraddistingue le nostre attività ma soprattutto la nostra: per amore solo per amore.

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Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.

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